camaleonte

Il camaleonte.

Il nome camaleonte viene dal latino chamaeleon, che a sua volta deriva dal greco χαμαιλέων, vocabolo composto da χαμαί «in basso, a terra» e λέων «leone», ed ha il significato letterale di «leone (che striscia) sulla terra» o «leone nano».

Le caratteristiche dei camaleonti.

I camaleonti sono rettili squamati appartenenti al sottordine dei sauri (lucertole) ben riconoscibili per gli occhi capaci di movimento indipendente, le zampe con chiusura zigodattila e sindattilia, perfettamente adattate alla vita arboricola, la lingua protrattile attraverso cui catturano la preda e la capacità di cambiare colore a seconda della temperatura, intensità della luce, stato d’animo e condizioni ormonali. Tutti i camaleonti provengono dal Vecchio Mondo: Africa, Medio Oriente, India, con circa metà delle specie originarie dal Madagascar.

Il camaleonte è un rettile arboricolo, per la forma, il corpo ricoperto di squame e la cresta che a volte presentano sul dorso sono stati spesso accostati ai dinosauri. Ha una coda prensile e arti, con dita dei piedi opponibili a coppie, conformati per garantire meglio la presa sui rami.

Gli occhi, molto sporgenti e coperti da una membrana protettiva, hanno movimento indipendente l’uno dall’altro. Possiedono una lingua muscolosa, lunga anche più dell’intero corpo, che possono “lanciare” contro le prede che rimangono incollate alla punta, spessa e vischiosa. I maschi si differenziano dalle femmine per corna più o meno vistose sulla punta del muso. Il colore, notoriamente, può variare, passando dal bluastro al verde al marrone scuro, fino a tonalità di rosso arancio e al rosa; la notte tende ad attenuarsi.

L’habitat del camaleonte.

La maggior parte delle specie di camaleonti si trovano in Africa (oltre il 40% nel solo Madagascar), sebbene vi siano camaleonti anche in alcune zone dell’Europa meridionale (Andalusia e Grecia), in Asia Minore e nel Medio Oriente, nella penisola arabica, nello Sri Lanka e in India. Nelle Hawaii e in Florida sono state introdotte dall’uomo popolazioni di camaleonti di Jackon.

I camaleonti sono specie principalmente arboree, ma possono anche vivere nei cespugli o (per le specie più piccole) nell’erba o nella lettiera delle foreste. Diverse specie di camaleonti si sono adattate a diversi habitat, dalla foresta pluviale e tropicale alla savana fino alle zone semi-desertiche e steppose.

La biologia del camaleonte.

Tutte le specie di camaleonti sono diurne, e principalmente attive al mattino e nel tardo pomeriggio. I camaleonti sono molto lenti nei movimenti, e accompagnano i loro passi con un caratteristico ondeggiamento avanti e indietro. Sono in grado di muoversi relativamente più veloci se cercano di sottrarsi allo sguardo di un potenziale predatore, ma sono cacciatori passivi, che rimangono immobili (anche per ore) in attesa di una preda di passaggio. Sono animali solitari e spesso aggressivi nei confronti dei loro simili, eccetto che ai fini dell’accoppiamento.

Il cambiamento di colore del camaleonte.

Alcune specie di camaleonti, ma non tutte, possono mutare il colore della pelle. Il fine primo del mutamento di tonalità non è la mimetizzazione, ma la manifestazione di determinate condizioni fisiche o fisiologiche, o di stati emozionali come la paura. Ad esempio durante i combattimenti assumono, in genere, tonalità più vivaci, come forma di minaccia nei confronti dell’avversario. Infine, influiscono sulla colorazione anche la temperatura e le condizioni di luce.

Il cambiamento di colore dei camaleonti è dovuto ad alcuni strati di cellule specializzate che si trovano sotto la pelle trasparente dell’animale. Le cellule poste nello strato superiore contengono pigmenti gialli e verdi. Quelle dello strato inferiore contengono una sostanza cristallina colorata detta guanina. Le guanofore (cellule della guanina) riflettono una parte della luce incidente, in particolare la luce blu o bianca. Se le cromatofore sovrastanti sono gialle, la luce blu riflessa produce un colore verde.

Sotto lo strato delle guanofore e delle cromatofore esiste un terzo strato di cellule melanofore contenenti melanina. Questo strato può scurire o schiarire i colori prodotti dagli strati sovrastanti.Nonostante sia credenza di molti che i camaleonti cambino colore per mimetizzarsi dai predatori, la vera ragione per questi cambi sarebbe il loro stato d’animo. Infatti, essi mandano segnali agli altri esemplari della specie attraverso il colore, ad esempio quando sono rilassati, i “cristalli di guanina” presenti nello strato che determina il colore sono a breve distanza tra loro e ciò favorisce un riflesso di luce blu, che unita alla pigmentazione gialla del sauro, dà come risultato il verde.

Se invece il camaleonte si trova in stato di eccitazione, per uno scontro o un accoppiamento, i cristalli si distanziano e fanno percepire ai nostri occhi un colore giallo-arancione

L’alimentazione del camaleonte.

I camaleonti si nutrono generalmente di insetti, soprattutto locuste, mantidi e grilli, ma le specie più grandi arrivano a nutrirsi di piccoli uccelli. Contrariamente a un’opinione diffusa, la maggior parte dei camaleonti non mangia le mosche. In Africa tuttavia decine di specie si nutrono regolarmente della grande miriade di mosche che infestano gli insediamenti degli uomini, come ad esempio presso i mercati. Qualche specie, come il C. calytratus, si ciba occasionalmente di sostanze vegetali.

I giovani mangiano piccoli grilli, camole, mosche, drosofile, gli adulti grilli ed altri insetti. Il cibo fornito deve essere vivo, ma evitando di lasciare gli insetti liberi per la teca o la gabbia.

È importante integrare la dieta (soprattutto di femmine e giovani) con betacarotene e vitamina D3.

La riproduzione del camaleonte.

La maggior parte dei camaleonti depone uova. Le uova sono solitamente sepolte nel terreno, e vi rimangono per un periodo che può durare fino a 9 mesi. I camaleonti appena nati sono del tutto indipendenti. Alcune specie, come il camaleonte di Jackson, sono ovovivipare, cioè la femmina dopo la fecondazione tiene le uova dentro di sé fino al completo sviluppo degli embrioni.

Le specie allevate in cattività dei camaleonti.

Le specie più comunemente allevate e reperibili in commercio sono il Chamaleo caliptratus (Camaleonte dall’elmetto) e il Furcifer pardalis (Camaleonte pantera). Le specie nordafricane come il C. chameleon e il molto simile C. senegalensis che vengono spesso importate clandestinamente dai turisti in Marocco e Tunisia sono di difficile acclimatazione in cattività, sempre pesantemente parassitate e stressate e il più delle volte non sopravvivono a lungo.

Si raccomanda di acquistare solo animali nati in cattività, possibilmente direttamente dall’allevatore e solo dopo essersi documentati sulle particolari esigenze di questi animali.

Le abitudini dei camaleonti. 

I Camaleonti sono delicati e poco propensi a essere maneggiati (se si sentono minacciati soffiano rumorosamente), richiedono esperienza e cure costanti.

Il terrario, arredato con piante e un fondo di carta, deve avere temperatura di 24-25 °C ed essere molto ben areato. Nell’impianto d’illuminazione devono essere inserite lampade UVB, necessarie per la produzione di vitamina D che fissa il calcio nelle ossa. Occorre mantenere un’umidità costante (attorno al 50%) ed è quindi necessario vaporizzare di frequente le piante.

Poiché il camaleonte in natura beve le gocce che trova sulle foglie (ci sono appositi beverini a goccia che rilasciano l’acqua, poco per volta) occorre usare solo acqua demineralizzata, come quella piovana.

Il camaleonte non vuole compagnia, se non per lo stretto indispensabile per l’accoppiamento (è oviparo, a parte il camaleonte nano del Natal che partorisce piccoli vivi).

Il terrario va pulito con cura e non bisogna lasciare feci e/o insetti morti a lungo sul fondo, poiché potrebbero causare il prosperare di batteri e muffe.

Le caratteristiche del camaleonte.